Michele e il Piano di Lunaria

Lunaria invita a un viaggio interstellare tra oscurità e luce, tra passato e presente. Una galleria d’arte elettiva privata, una personale esposizione di immagini e immaginazioni ispirate alla notte, cronache musicali di un viaggio ideale dal tramonto all’alba.

L’edizione in CD davvero raffinata si arricchisce dei testi di Luca Micheletti, Elisa Balbo, Michele D’Elia e del compositore moderno Luca Fialdini che ha scritto un nuovo ed elegante brano “Luna Delle Nevi”, appositamente per questo progetto.

Ecco cosa ci ha raccontato Michele.

Canto e pianoforte: una combinazione che esiste da molto tempo. Cosa rende questa combinazione così duratura?

Il canto può essere considerato lo strumento più antico e naturale dalla comparsa del genere umano sulla terra. Ai suoi albori esso era associato a forme percussive rudimentali. Nella storia dell’uomo, il canto è stato accompagnato da tantissimi strumenti musicali, soprattutto quelli a corde. L’invenzione del pianoforte, strumento a corde percosse, ha permesso un perfetto binomio con la voce. Essa intona una melodia ed è perfettamente sostenuta da uno strumento ricco e polifonico, quasi un ideale sostituto dell’orchestra. E’ innegabile che il fattore “praticità” abbia anche giovato tanto alla diffusione della combinazione “canto e pianoforte”. Due soli interpreti collocabili in qualsiasi spazio, dal piccolo salone alla grande sala di un auditorium. Nasce così la tradizione della “musica vocale da camera”.

 

Il viaggio musicale di Lunaria si sviluppa attraverso tre secoli: che differenze e/o similitudini ci sono?

Le similitudini sono facilmente intuibili. Innanzitutto l’utilizzo della voce e del pianoforte in tutti i brani presenti nel disco e l’esecuzione di melodie nate dal “mettere in musica” testi poetici di varia natura letteraria, a volte ingenuamente artigianali ma molto spesso elevati e sublimi. La differenza fondamentale invece è l’origine socio-culturale della musica presente nel disco. Mi piace pensare a Lunaria come a un piccolo compendio del “canto da camera”. In questo particolare viaggio musicale vengono presentati brani in diverse lingue, estrapolati dalla tradizione della romanza da salotto italiana, della chanson francese, del Lied di area germanica, un piccolo omaggio alla grande produzione russa fino al contemporaneo, rappresentato dal brano “Luna delle nevi”, scritto espressamente per Elisa Balbo dal giovane musicista italiano Luca Fialdini e da noi eseguito e registrato in prima assoluta.

 

Cosa apprezzi maggiormente di questa produzione?

Intanto ci tengo a sottolineare che sono un fervente sostenitore della musica vocale da camera, da sempre. E in Italia la pratica del Lied è spesso sottovalutata, sia nei piani di studio dei conservatori che nei programmi da concerto. Dunque mi piace immaginare che Lunaria possa avere non solo un merito artistico, ma anche uno scopo divulgativo verso il grande pubblico della forma compositiva per canto e pianoforte. Inoltre, come per il mio precedente cd, Voix d’espoir, registrato nel 2019 con Veronica Simeoni e prodotto dal Maggio Musicale Fiorentino, anche Lunaria assieme a Elisa Balbo ha il valore aggiunto del fare musica con un’artista che stimo moltissimo ed è anche una grande amica nella vita quotidiana! E’ stato bello ideare e impaginare il programma musicale con Elisa, studiarlo, approfondirlo insieme e vederne i frutti in una produzione discografica di gran pregio e alto livello, caratteristica imprescindibile delle pubblicazioni di Illiria Productions. Augurandomi che possiate apprezzarlo, ringrazio Elisa Balbo che è stata una partner artistica incredibilmente brillante, appassionata ma anche paziente, Elena Gajbach e Maxim Mironov per aver creduto nel progetto e Luca Michieletti per averci supportato, come una sorta di mentore orgoglioso e sempre prodigo di preziosi consigli.

 

Elisa Cutullè

Comments are closed.