Alla presenza del nuovo presidente del Teatro Verdi di Pisa, Patrizia Paoletti Tangheroni, della Presidente di Fondazione Toscana Spettacolo, Beatrice Magnolfi, dei direttori artistici del teatro di Pisa, Silvano Patacca e Stefano Vizioli e del direttore artistico de I Concerti della Normale, Carlo Boccadoro, sono state presentate le stagioni di lirica, prosa e danza.
Nella prolusione della neo presidente Patrizia Paoletti Tangheroni la consapevolezza di aver ereditato una situazione positiva grazie ai contributi di tutto il personale, dei direttori artistici e dell’ex presidente Giuseppe Toscano che hanno lavorato la meglio per confermare e rafforzare la fiducia del pubblico con una programmazione di elevata qualità e di contenuti diversi e la responsabilità di proseguire su questa strada cercando di offrire nuove opportunità e di aprirsi alle esigenze del territorio e della popolazione.
«Il teatro Verdi di Pisa può costituire un polo attrattivo di grandissima importanza e al tempo stesso un vero e proprio volano di crescita culturale. Senza mai perdere di vista la situazione finanziaria, per non precipitare nuovamente nelle gravissima condizioni in cui versava il teatro Verdi prima delle due presidenze che mi hanno preceduta, spero si possano realizzare delle stagioni di grande interesse per tutti. Ho preso visione delle molteplici attività del teatro e credo che debbano essere proseguite, magari potenziandole quelle che aprono il teatro alla città. La partecipazione alle prove, i contatti con le scuole, i concorsi per produzioni di giovani artisti, sono tutte iniziative che vanno nel senso di un’apertura e mi trovano perfettamente in linea con tale strategia. Credo si debbano anche valorizzare, quanto più possibile, le risorse artistiche locali. Mi ripropongo di studiare nuove formule di programmazione che tengano conto dei gusti del pubblico che tradizionalmente segue il teatro nonché di fasce di utenze che possono essere incoraggiate e stimolate a frequentarlo».
Anche in questa terza stagione Stefano Vizioli, direttore artistico della lirica, conferma la propria proposta di abbinare a titoli di repertorio, opere meno conosciute ma non meno interessanti: sarà infatti l’EMPIO PUNITO di Alessandro Melani, opera del 1669, il primo Don Giovanni trasposto in musica, ad inaugurare la stagione sabato 12 ottobre.
Subito dopo un titolo di grandissima risonanza come Tosca, 15 e 17 novembre, in una coproduzione Lucca, Livorno, Pisa per la regia di Ivan Stefanutti a cui farà seguito, 13 e 15 dicembre, Ernani che torna sulle scene del teatro pisano dopo oltre quarant’anni in una coproduzione con il teatro Coccia di Novara. Il 2020 si apre con Don Giovanni di Mozart, 24 e 26, a cui segue, 22 e 23 febbraio, un Rossini d’eccezione come Guglielmo Tell che mancava da Pisa da oltre cinquant’anni e che è stata, nel 1867, l’opera che ha inaugurato il teatro.
A chiudere la stagione, dopo il forfait dell’attesissimo West Side Story, un altro gioiello come Napoli Milionaria affidata ai giovani del progetto LTL Opera Studio. Un mix stuzzicante in grado di accontentare tutti i palati ma principalmente una nuova opportunità per conoscere, o approfondire, opere che non si è avuto l’opportunità di vedere sulla scena in una chiave di lettura che, senza tradire lo spirito del compositore, cercano nuovi linguaggi espressivi.
Trent’anni di vita per Fondazione Toscana Spettacolo, nasce infatti nel 1989 su iniziativa della Regione Toscana per valorizzare lo spettacolo dal vivo attraverso attività di distribuzione, promozione e formazione del pubblico, che la Presidente Beatrice Magnolfi ricorda con orgoglio proprio nella sede pisana, una di quelle che maggiormente è riuscita negli anni a costruire un rapporto di profonda sinergia. «La proposta del Teatro Verdi più che una stagione è un progetto culturale, un progetto che sta registrando successi. Infatti non solo il numero di abbonati è sensibilmente aumentato, ma anche il numero medio di presenze in teatro, segno di una fiducia nei confronti di chi costruisce ogni anno un cartellone ricco di novità e di stimoli».
E proprio del cartellone, come pure di ciò che sta dietro la scelta di uno spettacolo di prosa o di danza, abbiamo parlato con il direttore artistico Silvano Patacca, colonna portante e storica del teatro, nell’intervista che segue questo articolo.
Qualità e leggerezza, che non significa superficialità o banalità, le cifre di questi cartelloni, prosa e danza, che guardano ai classici, riletti in modo originale e talvolta provocatorio come Don Chisciotte, La Locandiera o Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella, al cinema con titoli come Parenti serpenti o Così parlò Bellavista, e che ci mostrano anche un altro volto, non meno interessante, del grande scrittore partenopeo Maurizio de Giovani (autore della serie del Commissario Ricciardi e dei bastardi di Pizzofalcone) che si propone con una commedia, Il silenzio grande, che vede alla regia Alessandro Gasmann.
«Quando in una pausa a pranzo con Maurizio De Giovanni – dice Alessandro Gasmann – parlammo di questa commedia, ebbi subito la sensazione che, nelle sue mani, un tema importante come quello dei rapporti familiari, del tempo che scorre, del luogo dove le nostre vite scorrono e mutano negli anni, ovvero la casa, avrebbe avuto una evoluzione emozionante e sorprendente…».
Interazioni e contaminazioni tra prosa e danza alla ricerca di quei fattori comuni che, pur usando linguaggi diversi, portano a identiche emozioni, come nel caso di Io, Don Chisciotte del balletto di Roma in programma sabato 8 febbraio, o Alice in Wonderland del Theatre Circus Elysium in programma il 12 marzo che si affiancano a eventi non meno importanti come la prima nazionale di Cinderella Tango della Compagnia Naturalis Labor del 9 novembre o de Il lago dei Cigni del Balletto del Sud in programma il 19 dicembre.
Interessanti novità anche dalla stagione dei Concerti della Normale, che vede per il terzo anno alla direzione artistica il M° Carlo Boccadoro, cinquantatreenne maceratese, musicista eclettico, compositore e direttore d’orchestra, autore di libri, partiture per teatro, collaborazioni con un musicisti di generi diversi, il tutto all’insegna della curiosità, del desiderio di mescolare i diversi generi.
«Non mancheranno i grandi classici, con pagine imprescindibili del repertorio di Mozart, Schumann, Vivaldi ma questi dialogheranno con pagine della contemporaneità e del Novecento storico. Prosegue anche quest’anno l’apertura verso il mondo dell’improvvisazione e cominceremo ad interessarci anche al nostro patrimonio popolare che spesso contiene veri e propri gioielli musicali. Sono contento di inaugurare, per la prima volta nella stagione concertistica della Normale, una iniziativa pensata apposta per il pubblico dei bambini, nei cui confronti dobbiamo molta attenzione con proposte di qualità. Le nostre iniziative si allargheranno ad altre location oltre quella del teatro Verdi: dopo il Cinema Arsenale, quest’anno approderemo con una iniziativa dedicata al club Borderline».
Non resta quindi che attendere le date dei primi spettacoli, 12 ottobre per la lirica con L’Empio Punito, 2 novembre per la prosa con La Locandiera, 9 novembre per la danza con Cinderella Tango, e seguire questi cartelloni che, viste le premesse, non mancheranno di stupirci, speriamo piacevolmente.
Stefano Mecenate